Avete ucciso Vittorio Arrigoni, ma non ucciderete mai la speranza che in Palestina qualcosa possa cambiare. Vittorio era la nostra voce a Gaza, che parlava sotto le bombe, raccontando quello che vedeva con ironia e umanità, senza filtri. Una voce scomoda per i signori della guerra, di tutte le fazioni, sempre dalla parte degli ultimi e sempre a favore di una pace giusta. Discutevamo spesso con lui sulla sua pagina, che era il primo e più affidabile riferimento ogni volta che la tragedia della guerra permanente riportava la Palestina all'attenzione del mondo. Vittorio è morto nella sua Gaza, una prigione a cielo aperto dove vive in condizioni di apartheid un milione e mezzo di palestinesi. Non sappiamo se a ucciderlo siano stati davvero i salafiti della fantomatica e finora sconosciuta «Brigata Mohammed Bin Moslama», o se Vittorio sia rimasto vittima di un'operazione decisa in qualche stanza dell'intelligence israeliana. Quello che invece sappiamo senza alcun dubbio è che la sua morte priva la pace di uno dei figli migliori e che da oggi la Palestina sarà ancora più sola. Per questo, stringendolo forte in un abbraccio ideale, rilanciamo con rabbia e dolore il suo "Restiamo umani". Ciao Vittorio, uomo, compagno, fratello. Oggi piangiamo la tua morte, ma nessuno trascuri le lacrime che ci bruciano il viso, nessuno sottovaluti la nostra rabbia.



